Srebrenica, la ferita aperta dell’Europa!
Srebrenica, un buco nero all’interno della recente storia europea!
Un buco anche nella memoria collettiva dei cittadini europei; ormai viviamo il quotidiano, tutto ciò che è successo ieri è già passato, annegato nell’oblio; tutto funzionale a pensare, ad agire e a scegliere sulla base degli stimoli del presente, senza razionalizzare, senza confrontare con le esperienze già fatte…
L’oblio di Srebrenica è doppiamente colpevole, perché contraddice con la narrazione di un’Europa civile e democratica e perché inverte i clichè dei buoni cristiani e dei sanguinari musulmani.
In poche parole nel luglio 1995 nel pieno della guerra civile serbo-bosniaca in una cittadina sotto la protezione dell’O.N.U. presidiata da un contingente di caschi blu olandesi le truppe dei cristiani serbi occuparono la città musulmana, divisero le donne dagli uomini e in pochi giorni massacrarono e seppellirono in fosse comuni 8.372 uomini dai 12 ai 77 anni (questi i morti accertati, ma le stime parlano di più di 9.000) sotto gli occhi dei caschi blu (cristiani anch’essi) che non reagirono.
Lo sappiamo bene che Dio non c’entra niente con le guerre che gli uomini scatenano, bestemmiando, nel suo nome e sappiamo anche che le guerre prima di uccidere le persone uccidono il senso di umanità che le anima, e nelle guerre civili questo fenomeno è sublimato!
Per inciso questo dovrebbe far riflettere chi attacca etichette alle persone presumendo superiorità di civiltà e parla con leggerezza delle guerre come se fosse una partita di Risiko; ma quando la guerre finisce, quando si torna alla normalità, la visione dei misfatti torna nitida e le responsabilità pesano come macigni.
E in effetti la strage di Srebrenica è stata oggetto di diversi giudizi e alla base di esemplari condanne per i responsabili da parte del Tribunale Penale Internazionale per l’ex-Jugoslavia istituito dall’O.N.U., si perché solo 30 anni fa, sembra passato un secolo, l’O.N.U. ancora era in grado di affermare e far rispettare il diritto internazionale e presidiare il limite tollerabile, anche in caso di guerra, di violenza e crudeltà.
Tra gli altri, Ratko Mladic il generale che perpetrò quel massacro, venne condannato all’ergastolo per genocidio.
Ebbene il 27 agosto Mladic è morto e alcuni giorni dopo al funerale gli sono stati tributati gli onori militari, come un eroe, migliaia di persone alle esequie, 3 ministri presenti, il presidente per motivi di opportunità di è defilato, ma era presente suo figlio … tutto questo accade oggi in Serbia, nel cuore dell’Europa, un Paese che dal 2012 chiede di entrare nell’Unione Europea!
Ma cosa stiamo diventando? Anzi direi, cosa siamo già diventati?
Un genocida osannato come un eroe, chi parla esplicitamente di deportazione di persone, di supremazia nazionale, premiato da crescenti consensi; sarebbe questa la pretesa civiltà occidentale?
Dove è finita l’Europa culla di diritti, democrazia e civiltà?
